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Basta autostrade. Assemblea regionale a Bergamo

BASTA AUTOSTRADE!
ASSEMBLEA REGIONALE
SABATO 13 APRILE , ORE 9,30, a Bergamo
Fonsazione Serughetti – La Porta, via Papa Giovanni XXIII, 30

BREBEMI, BRONI-MORTARA, CREMONA-MANTOVA, IPB, PEDEMONTANA, VALTROMPIA, VARESE-LECCO, VIGEVANO-MALPENSA, RHO-MONZA, TEM, TIBRE… FERMIAMO GLI ECOMOSTRI D’ASFALTO CHE DIVORANO LA CAMPAGNA E IL FUTURO DEI LOMBARDI!
NON CHIEDIAMO NUOVE AUTOSTRADE, CHIEDIAMO UNA MOBILITA’ NUOVA

Legambiente promuove una assemblea aperta, uno spazio di discussione e condivisione tra comitati, movimenti e associazioni mobilitate contro i progetti e i cantieri di nuove arterie autostradali che non servono ai cittadini nè alle imprese del territorio.
Diciamo no a una regione che si indebita per opere che NON hanno un orizzonte di sostenibilità economica, sociale e ambientale
Chiediamo che le risorse economiche vengano investite su interventi davvero prioritari per il benessere dei cittadini, a partire dallo sviluppo e dalla qualificazione dell’offerta di trasporto collettivo

Aderiscono: Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, Coordinamento dei Comitati contro le Autostrade CR-MN e TiBre, Coordinamento dei Comitati No TEM, Insieme in Rete per lo Sviluppo Sostenibile, NO TEM di Casalmaiocco, Salviamo il paesaggio Cremonese, Cremasco e Casalasco (prime adesioni pervenute)

News da Legambiente
Legambiente scrive ai consiglieri regionali: ecco la nostra agenda per uscire dalla crisi. Al primo punto la exit strategy per uscire dai progetti autostradali sbagliati, freno agli investimenti necessari…
Legambiente saluta l’insediamento del nuovo Consiglio Regionale, e lo fa con la propria agenda ambientale: un promemoria in 12 punti, inviato oggi a tutti i Consiglieri, che elenca le grandi priorità necessarie a scrollarsi di dosso il peso di una crisi economica che è anche assenza di visione per un futuro che è a portata di mano, ma richiede politiche pubbliche che si dotino di chiari obiettivi e si orientino decisamente al loro perseguimento. “Non è possibile uscire dalla crisi che stiamo vivendo con l’atteggiamento degli spigolatori, che cercano di raccogliere i cocci di un modello economico e finanziario che non c’è più, perchè è stato spazzato via da cinque anni di crisi – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – occorre avere il coraggio di voltare pagina per liberare risorse strategiche, quali sono quelle da destinare allo sviluppo di un sistema efficiente di mobilità per le persone e le merci: i progetti di nuove autostrade regionali, che mostrano già tutto il loro fallimento rispetto agli obiettivi di sostenibilità finanziaria, devono essere sottoposti a un profonda revisione, con l’obiettivo di cancellare le opere inutili e di ridimensionare il gigantismo inconcludente di progetti già cantierizzati come Pedemontana, Brebemi e TEM”.
La mobilità dunque è in cima alle priorità che Legambiente indica ai Consiglieri regionali, ma l’elenco spazia dalla necessità di un grande progetto di infrastrutture capillari per il risanamento idrico, alla manutenzione straordinaria delle città, per evitare che riprenda la fuga di residenti e di attività; da una politica energetica che assecondi e promuova l’efficienza e la produzione da fonti rinnovabili, al grande progetto di piccole opere per la manutenzione del territorio; dalla formazione scolastica e professionale legata alle nuove professioni, alla gestione corretta di rifiuti che richiede anche la rottamazione programmata dei troppi inceneritori; dai grandi e piccoli cantieri per le bonifiche di aree contaminate al risanamento dall’amianto. Senza trascurare l’aspetto cruciale della lotta all’illegalità e alle ecomafie: “In un momento di grave crisi di liquidità si aprono grandi spazi di manovra per la criminalità organizzata, che invece dispone di risorse economiche provenienti da attività illegali: nei prossimi cinque anni la Lombardia sarà terreno di contesa tra chi vuole investire alla luce del sole, e chiede regole chiare e controlli ambientali rigorosi, e le famiglie mafiose, che invece prosperano nell’assenza di controlli e in un sistema di norme confuse e contraddittorie: i legislatori hanno un ruolo chiave nel decidere di far prevalere l’una o l’altra economia, l’ecomafia o la green economy, e devono gestire questo ruolo con grande impegno e professionalità, per il bene della Lombardia e del Paese”. (ufficio stampa Legambiente Lombardia, 29 marzo)
Lettera aperta: http://lombardia.legambiente.it/contenuti/articoli/legambiente-scrive-ai-consiglieri-regionali-lombardi

… La Regione risponde scagliando cemento nel territorio. E il cemento, di nuovo, unisce maggioranza e opposizione.
“Sconcertante”. E’ questa l’unica parola che riesce a usare Legambiente per definire le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti politici – prima del nuovo presidente del Consiglio regionale, Cattaneo, poi del PD che annuncia addirittura il deposito di un proprio disegno di legge – che hanno chiesto di approvare un’ulteriore proroga, dopo l’ultima scaduta il 31 dicembre del 2012, per i comuni che non hanno ancora approvato il loro strumento urbanistico: il famoso PGT. “Siamo a 8 anni dall’approvazione della legge di disciplina urbanistica – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – e ancora centinaia di comuni lombardi, tra questi anche grandi città, non si sono ancora dotati del loro piano di governo del territorio. Bloccare l’attuazione di previsioni urbanistiche di strumenti ormai più che decotti ci pare il minimo che si potesse fare, anche per limitare i margini speculativi di spregiudicate operazioni di consumo di suolo. E’ semplicemente sconcertante questo coro di piagnoni, di destra e di sinistra, che chiedono di continuare a legittimare quella che da anni è un’ignavia urbanistica spesso colposa”.


Segnalato da Legambiente Bergamo

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