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Regionali 2013: grandi opere dibattito tra i candidati a Milano

Grandi opere inutili in Lombardia: quando basta?
Sabato 16 febbraio la società civile si dà appuntamento a Milano con i candidati presidenti

MILANO Sabato 16 febbraio, a una settimana dalle elezioni regionali, il Coordinamento nord sud del mondo e la Rete Civica Italiana, con il sostegno di numerosi comitati e associazioni, hanno organizzato un incontro (ore 14, presso le Acli, in via delle Signora 3 a Milano) per mettere a confronto esperti, comitati e candidati alla presidenza e al consiglio regionale sul problema irrisolto delle grandi infrastrutture lombarde.
Apriranno i lavori Ivan Cicconi (esperto di appalti pubblici), Dario Balotta (responsabile trasporti di Legambiente Lombardia) e Ettore Prandini (Presidente Coldiretti Lombardia), moderati dal direttore di Altreconomia Pietro Raitano, per accendere un faro sulle nuove autostrade lombarde, opere costosissime che nonostante il conclamato dissesto finanziario continuano a pesare come macigni sul territorio e sull’agricoltura.

Una foto della Brebemi da Chiari (tratta da Chiari Blog)

I promotori si appellano alla politica e ai candidati regionali perché affrontino con intelligenza un problema di cui la classe politica sembra non accorgersi. La rete autostradale lombarda è all’altezza delle regioni più avanzate d’Europa, mentre i treni locali sono pochi e inefficienti. Nonostante ciò nei prossimi anni sono in agenda sette nuove autostrade, per una spesa complessiva intorno ai 13 miliardi di euro, benché due delle tre arterie in costruzione – Pedemontana e Tangenziale Est Esterna di Milano – siano ormai prossime alla bancarotta. Le due infrastrutture aumenteranno il debito sulle spalle delle generazioni future e stanno trascinando nel baratro anche la società di controllo, la Milano Serravalle, da sempre aziende solida e in attivo.
La mancanza di soldi, i consistenti cali di traffico, i danni al territorio e la sostanziale inutilità dei progetti in cantiere non sono valsi a fermare i lavori, che proseguono con un’ostinazione che ha dell’incredibile, tanto che perfino le banche stanno chiudendo i rubinetti del credito.

Segnalato da Roberto Cuda

Pubblicato il
15 febbraio 2013

Autore
redazione

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