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Parco Agricolo Ecologico: la festa diventa multiculturale

BERGAMO Quest’anno la Festa del Parco Agricolo-Ecologico (PAE) sarà caratterizzata dal contenuto multiculturale.
Il PAE è stato concepito principalmente come strumento per migliorare la qualità della vita e per realizzare un modello di sviluppo equilibrato non basato sull’incremento costante dei consumi ma su una maggiore salvaguardia della natura, delle opere delle generazioni che ci hanno preceduto e, a un livello superiore, del cosiddetto ”Creato”. Il PAE non esiste solo per salvaguardare un certo numero di ettari di aree agricole, ma soprattutto per migliorare l’ambiente e la vita della popolazione residente.
Per ottenere questi risultati un insieme di iniziative solo locali non può essere sufficiente, dal momento che tutti noi siamo inseriti in una realtà più vasta che, attualmente, non può certo venire definita come delle migliori.

Se nei nostri paesi in questi tempi poco inclini al confronto e alla riflessione le problematiche si riducono (forse) alla crisi economica, alla disoccupazione, alla riduzione degli spazi democratici e dei diritti del lavoro, della sanità e dell’istruzione; in altri luoghi del mondo la situazione può essere definita solo con il rafforzativo del peggiorativo: molto peggiore.
In troppi posti di questo pianeta definito “globalizzato” i problemi si chiamano miseria, guerra, fanatismo religioso e barbarie.
Tutto questo causa movimenti e flussi di popolazioni che non possono essere ignorati o, al peggio non c’è fine, respinti.
Ne consegue che non è possibile oggi effettuare un qualsiasi ragionamento sul modello di sviluppo senza considerare la realtà economica globale e quanto da essa deriva, vale a dire: la mancanza di fede e di ideali che sembra caratterizzare sia in generale il mondo odierno che, in particolare, coloro che ne costituiscono i decisori politici; la trasformazione delle idee originali dell’Unione Europea in una arrogante sopraffazione dei popoli da parte dei peggiori usurai organizzati; la barbarie che rinasce sia ai confini che all’interno; le drammatiche migrazioni in atto; etc.
Per questi motivi quest’anno la Festa del Parco Agricolo-Ecologico sarà multiculturale e vedrà la presenza di migranti/rifugiati e delle loro associazioni che verranno a richiedere insieme a noi, con le loro culture e con le loro bandiere, un modello di sviluppo migliore, più equo e sostenibile, per un mondo che abbia lavoro, pane, istruzione, sanità e prospettive di miglioramento per tutti i suoi figli.

IL PROGRAMMA

di Marco Brusa, Claudio Carrara, Giancarlo Colombo, Diego Monti

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